Una casa a Parigi -  S.L. Grey

 Non pensavo di dirlo ma... TRIPLO ORRORE! Questo libro prometteva bene anzi BENISSIMO dalla trama. Una coppietta che dopo essere rimasta traumatizzata da una rapina decide di concedersi una vacanza in Francia, a Parigi, approfittando di un'offerta su un sito di scambio case e da lì.... IL DELIRIO. La storia prometteva una svolta thriller, con una buona cura e attenzione per la componente psicologica essendo entrambi i coniugi ancora in shock visto il trauma subito in passato ed essendo nelle prime pagine analizzata alla perfezione l'ansia di entrambi, il terrore di sentirsi nuovamente in pericolo ed impotenti ecc. Si poteva quindi creare un'atmosfera di terrore, incertezza, paure e dubbi ma ahimè non c'è nulla di tutto ciò. In un primo momento il libro ti acchiappa, sei curioso di scoprire cosa succederà, tutto sembra molto sospetto e all'arrivo a Parigi le cose si fanno inquietanti e in quel momento mi aspettavo vari scenari
- La famiglia vittima degli scherzi diabolici dei Petit e quindi intrappolata in casa in un crescente stato di terrore ed incertezza, un'atmosfera alla "Bunker Diary" di Kevin Brooks con i coniugi intrappolati e impossibilitati ad uscire dall'appartamento e comunicare con il mondo esterno (sottolineando infatti dal primo istante che non c'è campo in casa e non c'è neanche un Wi fi libero!)
- La famiglia vittima di una presenza paranormale, la stessa che ha perseguitato la vicina di casa
- La famiglia intrappolata in uno spirale di follia e violenza con Mark che continua ad essere ossessivo e si convince di essere in una casa maledetta impazzendo di conseguenza, un omaggio a Jack Torrance di Shining. Questa ipotesi era pure supportata dal punto di vista alternato, quello presente di Mark e quello passato di Steph ad indicare che la donna è uscita dalla situazione scomoda e racconta la sua storia mentre forse il marito... no.
Mi aspettavo uno di questi scenari o magari anche qualcosa di più strano esempio che la cattiva era fin da subito in realtà Steph e non Mark che ha fatto impazzire il marito organizzando pure la rapina avvenuta in passato per motivi occulti o perchè no... Carla, la "amicona" del cuore di Mark che in realtà non è la dolcissima BFF ma una bitch che vuole liberarsi di Steph essendo innamorata di Mark ed ossessionata da lui... avevo insomma in mente uno di questi scenari peccato che S.L. Grey abbia deciso di rovinare tutto facendo un minestrone indigesto e saltando da una cosa no sense all'altra.
Si inizia infatti con il primo scenario, la famiglia che arriva e sembra essere presa di mira da qualcuno, forse proprio i Petit che in realtà non erano interessati allo scambio casa ma a trovare qualcuno con cui giocare come il gatto con il topo e via di ansietta. Proprio quando pensi di aver capito puff svolta paranormale con pianti di bambini inesistenti e "fantasmi" di ragazzine, vicine demoniache e pazze suicide al che ok... ci può stare ma no... perchè puff salto nella follia con Mark che sembra essere l'unico personaggio a sentire e vedere certe cose e qualsiasi lettore è portato a credere che sia matto come un cavallo e ossessionato dai sensi di colpa per la morte della figlia Zoe e per non essere riuscito a proteggere la famiglia a tal punto da crearsi paranoie mentali, vedere la figlia morta che lo accusa di averla uccisa e abbandonata, sentire pianti di bambini, uccidere animali a caso ecc 
Questi costanti salti da un tema all'altro sono quello che mi ha fatto detestare il libro perchè ti impediscono di godertelo, se da una parte vuoi finirlo per capire che accidenti sta succedendo dall'altra smorzano qualsiasi emozione, non puoi provare paura per una famiglia vittima di pazzi, non puoi provare incertezza per fenomeni paranormali che non sembrano avere spiegazioni e soprattutto non puoi essere sconvolto al pensiero di un uomo folle che potrebbe arrivare ad uccidere la sua stessa famiglia in una delle sue crisi. Nel momento stesso infatti in cui sei lì, stai per provare qualcosa ti becchi un mattone in faccia e le carte che vengono rimescolate rovinando l'atmosfera e facendoti bestemmiare in giapponese. Ho sentito che molte persone hanno amato il finale ma nel mio caso è stata l'ennesima presa in giro, il finale potrebbe dare un senso alla terza ipotesi, a quella della follia e sembra quasi anche spiegare l'identità dei Petit e il motivo della sorte della vicina di casa ma S.L Grey all'ultimo secondo deve nuovamente rovinare tutto lasciando lo spiraglio paranormal attivo e scombinando di nuovo le cose in quanto teoricamente non ci dovrebbero essere più fantasmi o presenze visto quello che è successo a Mark e farci credere a sto punto che qualsiasi presenza esista sia legata alla casa non ha senso perchè non spiegherebbe il motivo per cui il fantasma e le presenze erano anche a Parigi quindi... MEH. Una vera e propria delusione! L'autore ha dimostrato di sapere creare una giusta atmosfera all'occorrenza ma si è costantemente dato una zappa sui piedi con la sua voglia di strafare. Il suo desiderio di creare qualcosa di innovativo e particolare lo ha portato ad un collage, un minestrone indigesto. Avrebbe potuto limitarsi a un solo filone, scegliere una strada percorrendola fino in fondo senza buttare paranormal, thriller, suspence insieme a caso. Un libro che mi ha frustrato parecchio e che non consiglio assolutamente.